L’inizio

Illuminata dalla tenue luce delle stelle distanti migliaia di anni luce, una fredda nube di idrogeno gassoso ruota lentamente, da millenni, intorno al suo centro di massa; una sorta di enorme vortice siderale in un braccio remoto della nostra galassia, un rivolo di polvere nell’enormità dello spazio.

La temperatura della nube potrebbe non essere molto più alta di quella dello spazio intorno a se: circa 4 °K.
L’ enorme girandola si avvita su se stessa e la velocità di rotazione cresce procedendo verso il centro della nube dove il potente campo gravitazionale accumula il gas.

animated_hurricaneNella sua lenta caduta a spirale verso il centro di rotazione della nube, il gas si raffredda. Infatti, nonostante la sua densità  continui a crescere, nel centro del vortice sua temperatura tende a diminuire poiché il gas, ruotando sempre più velocemente, invece di scaldarsi, come accade quando un gas viene compresso, si raffredda proprio a causa della rotazione, per  un principio noto come Effetto Ranque.

In breve (si fa per dire!), quando la temperatura vicino al nucleo raggiunge il punto critico (33°K), l’idrogeno comincia a condensare. La condensazione del gas, e la conseguente riduzione del volume e della temperatura, contribuiscono alla  formazione di un primo nocciolo di idrogeno liquido di forma discoidale che, ruotando sempre più velocemente, continua a raffreddarsi.

Col passare del tempo e l’apporto continuo di gas freddo proveniente dalla periferia della nube, la massa del nocciolo continua crescere ed a raffreddarsi,  finché, sotto il peso degli strati superiori, diventa solido al centro.

La variazione di densità e la diminuzione di volume aumentano la velocità di rotazione, mentre la temperatura si abbassa sempre di più, fino al punto in cui la densità diventa così elevata da innescare una reazione di Fusione Nucleare fra i nuclei di idrogeno.

A questo punto il nocciolo si “accende” emettendo un potente flusso di radiazioni composto principalmente da neutroni, radiazioni X e Gamma. Con un fronte d’onda d’urto sferico, la potente vampata di radiazione che fuoriesce dal nucleo spazza via il resto della nube di gas intorno a se, fino ad una distanza di  circa 700.000 Km, zona dove si equilibrano la forza di attrazione gravitazionale del gas e la spinta radiativa del nocciolo.

Il guscio sferico di idrogeno che racchiude il nocciolo, bombardato dell’intensa emissione del nucleo solare, diventa sede di fenomeni di fusione nucleare e si incendia, risplendendo, come i fosfori depositati sul bulbo di una gigantesca lampada fluorescente.

Il “nostro” Sole è nato ed anche se visto da fuori appare identico al sole “standard”, è strutturalmente assai diverso (vedi Modello schematico dell interno del sole), e, a mio parere, più bello ed elegante di quello che conosciamo! Non solo, il sole cosi costruito potrebbe essere in grado di dare spiegazione ai paradossi che emergono quando si cerca di interpretare alcuni fenomeni che avvengono sulla nostra stella utilizzando il Modello Solare Standard (SSM) [19].

Ovviamente, l’aspetto estetico ed i giudizi personali non hanno alcun valore.

Come si nota subito dalla storiella che ho raccontato e come vedremo analizzando le cose più in dettaglio, si sono fatte molte ipotesi, tutte da verificare:

La prima riguarda il processo di accrescimento del nocciolo, processo nel quale, senza l’intervento dell’Effetto Ranque, la temperatura del gas tenderebbe ad aumentare invece di diminuire impedendo la condensazione del nucleo. Tale fenomeno, come vedremo nel capitolo ad esso dedicato, è scientificamente poco conosciuto anche se si evidenzia in una serie elevata di fenomeni fisici.

La seconda e  non meno importante considerazione che va fatta riguarda il processo di Fusione Nucleare indotto dal collasso gravitazionale, argomento spinoso che merita per questo un capitolo a parte  poiché è alla base del modello di Boscoli, e  perché, lungi dall’avere provato essere possibile, la fusione nucleare fredda resta ancora uno degli argomenti tabù della fisica, e oggetto di sicura polemica scientifica.

La terza ipotesi è  che la fusione nucleare dell’idrogeno avvenga a causa del bombardamento di neutroni e raggi gamma della zona convettiva del sole generato dalla emissione radiativa del nucleo. A questo proposito conviene leggere quanto affermato nel paragrafo: Bomba H e Fusione Nucleare Controllata.

Partendo dalle ipotesi fatte da Boscoli sulla costituzione del “nostro” Sole, dico nostro per distinguerlo facilmente dal Modello standard accreditato, bisogna  costruire un modello che non sia in contraddizione con nessun dato osservabile. Purtroppo, a causa della mia incompetenza, posso solo “lanciare la palla” e chiedere la collaborazione di tutti quelli che, lavorando nel campo delle scienze e della ricerca,  potrebbero formalizzare i problemi e trovare soluzioni scientificamente condivisibili.

La proposta, di questo nuovo modello di Sole avanzata da Renzo Boscoli, nasce perché, nel tentativo di spiegare alcuni processi fisici legati all’attività del Sole, ci imbattiamo in fenomeni incomprensibili, che creano ai ricercatori un mucchio di problemi poiché sono difficilmente interpretabili sulla base del SSM universalmente accettato. Gli argomenti qua sotto elencati , sono quelli nei quali si evidenziano i  problemi che  Boscoli cita nel suo lavoro. Ciascuno di essi costituirà un capitolo a parte e potrà essere oggetto di discussione:

Precessione dell’orbita di Mercurio
Rotazione differenziale del Sole
Problema dei neutrini solari
Macchie solari e Campo magnetico
La corona solare

Nel capitolo Macchie solari e Campo magnetico propongo una ipotesi personale, non compresa nel lavoro originale di Boscoli, su un possibile modello di dinamo solare alternativo a quello corrente,  che mi sembra molto convincente, e trova una serie di conferme nei dati osservativi.

Oltre a tentare di dare una spiegazione,col suo nuovo modello di Sole, a quelle che sembrano essere le incongruenze del Modello Standard, l’autore osserva come alcune ipotesi da lui fatte, siano state in qualche modo convalidate da successive osservazioni astronomiche e/o da esperimenti. A questo proposito, sempre per facilitare la discussione, ho isolato questi argomenti nei seguenti capitoli:

Esperimento di Enrico Fermi
La conferma del luglio 1986
I globuli di Bok
Esperimento del Nevada

Nel corso degli anni successivi al 1988 mi sono interessato al problema, devo dire in modo piuttosto discontinuo, e ho letto, con molta curiosità e poca competenza, in rete e su varie riviste, molti articoli sul nostro Sole. In varie occasioni mi sono imbattuto in articoli che hanno riacceso in me l’interesse sull’argomento, e contribuito a accentuare i non pochi  dubbi sull’adeguatezza del Modello Standard. Queste affermazioni saranno argomento di discussione dei seguenti capitoli:

Struttura della oscillazione da 1 a 140 uHz del vento solare
Previsione dell’andamento del ciclo solare n°24

In quest ultimi giorni, grazie alla segnalazione di due lettori, ho potuto conoscere il lavoro di due ricercatori, Nassim Haramein e Oliver Manuel, le cui teorie , per aspetti diversi, mi appaiono come una conferma e una evoluzione del modello solare che propongo in queste pagine. Affronterò tali argomenti nei capitoli:

Thorus Topology
Un altro modello sole!

Recentemente un lettore mi ha segnalato una pubblicazione di Giuliano Preparata,  fisico italiano oramai scomparso, che affronta un argomento molto intrigante e utilissimo alla nostra discussione che vedremo nel capitolo Un nucleo condensato (in preparazione)

Bene, questo è solo l’inizio del viaggio, adesso la parola passa agli “esperti”. Come già detto, questo lavoro è una richiesta di aiuto e di informazioni, tutti possono collaborare, ogni tipo di intervento sarà ben accetto. Gli interventi che aggiungeranno qualcosa di consistente saranno inseriti, con tutti i riferimenti all’autore e ovviamente col suo consenso, all’interno di questo testo, con le modalità che via via definiremo.
Grazie per la collaborazione,

Mauro.

Se questo è stato l’inizio, come potrebbe essere “la Fine”?

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