Globuli di Bok

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I globuli di BOK sono enormi e freddissime nubi di idrogeno molecolare, visibili, soprattutto sullo sfondo della Via Lattea, come piccole aree che sembrano completamente prive di stelle, in quanto si interpongono fra noi e loro lungo la linea di vista. Queste nubi, sono le migliori candidate per la verifica del nostro modello. E ormai dimostrato che esse sono sede di intensa genesi stellare e la loro osservazione potrebbe fornire indicazioni utili al nostro scopo.

b68_blackcloud_prew.jpg

B68: UN GLOBULO SULL’ORLO DEL COLLASSO [13] “(…) le misure eseguite su B68, una nube estesa circa 12.500 volte il raggio medio dell’orbita terrestre, hanno stabilito che qui la temperatura scende fino a -257 °C, mentre la pressione è solo una decina di volte maggiore rispetto a quella dell’ambiente circostante e comunque enormemente inferiore al miglior vuoto oggi realizzabile in laboratorio. Il colore delle stelle ha permesso di stimare per la zona centrale di B68, dove è la massima densità, una riduzione di luminosità nel visibile superiore a 35 magnitudini. Il globulo sembra trovarsi sull’orlo del collasso gravitazionale, un processo relativamente breve che dovrebbe concludersi nei prossimi 100.000 anni, e proprio questa la condizione che consente di vedere ancora molte delle stelle situate dietro al nucleo (….) L’oscuramento prodotto dal globulo consente di stimare intorno a 0.03 masse solari la quantità di polvere complessivamente presente in B68: Applicando il rapporto normalmente usato tra fase solida e gassosa, vale a dire 1:100 ne consegue che questa nube oscura contiene complessivamente circa 3 masse solari.”

Globulo BHR71

Ben visibile all’interno del globulo BHR71 [14] un getto di materiale gassoso che sembra uscire da un oggetto stellare, forse parte di un sistema binario di giovani stelle nascosto dalla nube. [22]

Globulo GDC1

Il trasferimento di polveri e gas dalla periferia verso il centro della nube, passando per il disco di accrescimento in rapida rotazione, può produrre la fuoriuscita, lungo l’asse di rotazione, di flussi gassosi molto veloci che creano spettacolari manifestazioni luminose chiamate oggetti Herbig-Haro.

L’oggetto HH46/47, situato sul bordo del globulo GDC1, è la prova indiscutibile della formazione di una stella al”interno del globulo.

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Un pensiero riguardo “Globuli di Bok

    diddi ha detto:
    11/10/2016 alle 10:56

    Ciao, ti ringrazio dell’accurata risposta che hai dato al mio post sull’effetto Ranque. Le tue osservazioni sono corrette e mi hanno spinto a continuare a studiare l’argomento. Non ho ancora risposto al riguardo perchè sto ancora studiando, e mi vengono dubbi sempre più grandi, che vorrei esporre. Per esempio riguardo ai globuli di Bok nell’abstract dell’articolo http://scitation.aip.org/content/aip/proceeding/aipcp/10.1063/1.52739 viene osservato che la rotazione dei globuli di Bok è di tipo corpo rigido. Come riportato da Wikipedia (https://en.wikipedia.org/wiki/Vortex) un vortice può essere di due tipi: vortice libero (free vortex) o vortice rotazionale (forced vortex).
    Il primo è caratterizzato da:
    1) assenza di forze, quindi conservazione del momento angolare, da cui si ricava l’andamento delle velocità angolare come l’inverso del quadrato della distanza w(r) = K/r^2
    2) campo di velocità irrotazionale, cioè la vorticità=rot(v) è nulla tranne nell’origine.
    In un vortice libero quindi la velocità angolare è sempre più grande man mano che ci avviciniamo all’asse di rotazione. Poiché fisicamente non può diventare infinita, a una certa distanza dall’asse il vortice dovrà subire una trasformazione: se immaginiamo una certa porzione di fluido come una particella di prova, questa particella trasformerà l’eccesso di velocità angolare orbitale in una velocità angolare di rotazione su se stessa, generando così la vorticità(che è infatti definita in una zona di fluido dalla rotazione su se stessa di una particella di prova posta in quella zona). Il vortice irrotazionale in prossimità dell’asse si trasforma in un vortice rotazionale che è caratterizzato da:
    1) rotazione come un corpo rigido, cioè con velocità angolare costante w(r) = w
    2) campo di velocità rotazionale e quindi presenza di vorticità=rot(v), infatti se una porzione di fluido ruota rigidamente con il fluido, mentre compie una rotazione orbitale, compie anche una rotazione su se stessa (come la Luna che ruota attorno alle Terra mentre ruota su se stessa mostrandoci sempre la stessa faccia).
    Il modello di vortice Rankine è costituito da un vortice libero con un nucleo forzato, e si addatta bene a rappresentare i vortici reali osservabili in molti fenomeni naturali.
    Tornando ora ai globuli di Bok, la rotazione di tipo corpo rigido osservata potrebbe essere originata con il meccanismo precedentemente esposto, come nucleo di un vortice libero. Ma quale è il fluido di questo vortice? La risposta potrebbe essere: questo fluido è lo spazio. E’ cosi assurdo? Se Einstein può dire che lo spazio è curvo, perchè non si può dire che lo spazio ruota? Quello che immagino non è una sostanza materiale che ruota, ma solo un campo di velocità con vortici liberi; quando la velocità supera una velocità limite (la velocità della luce?) il vortice libero diventa forzato e la velocità orbitale si trasforma in velocità di rotazione su se stessa (in inglese spin) che osserviamo come particelle materiali, cioè immagino la materia come costituita da zone di vorticità dello spazio. Questo discorso ovviamente è solo immaginazione, non è scientifico ed è anche improponibile perchè corrisponde a tirare fuori il concetto di etere, ormai buttato via da quasi un secolo come concetto superato. Eppure il concetto di spazio come fluido sta recentemente emergendo. Ci sono molti articoli, che non sono in grado di comprendere, ma che mi sembra vadano in questa direzione. Per esempio:
    “Liquid spacetime: A very slippery superfluid, that’s what spacetime could be like”
    (http://phys.org/news/2014-04-liquid-spacetime-slippery-superfluid.html)
    “From the Newton’s laws to motions of the fluid and superfluid vacuum: vortex tubes, rings, and others” (https://arxiv.org/abs/1403.3900)
    citati nell’articolo http://www.altrogiornale.org/la-rivoluzione-del-vuoto-superfluido-psicologia-e-fisica/
    Il concetto di rotazione dello spazio è contrario alla moderna cosmologia perchè mette in crisi il principio fondamentale che l’Universo sia omogeneo e isotropo. Eppure sembra proprio confermato sperimentalmente, vedi l’articolo divulgativo “Is the Universe Spinning?” (http://www.seeker.com/is-the-universe-spinning-1765290694.html) e l’articolo originale ivi citato
    “Detection of a Dipole in the Handedness of Spiral Galaxies with Redshifts z ~ 0.04” (https://arxiv.org/abs/1104.2815)”

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